Pubblicato da: stefanoni | 24 settembre 2009

Geografia: Nord e Sud in IV media

Nord e Sud nel programma di geografia di quarta media.

L’equatore delle disparità.

Fin dalla prima media gli allievi imparano cosa siano i punti cardinali così da sapersi muovere ed orientare nel territorio geografico utilizzando dei punti di riferimento corretti ed un linguaggio consono alla disciplina.

Arrivati in quarta media possono finalmente vedere la natura geografica del Nord e del Sud, rendendosi conto di dove passa questa linea di confine definita dal parallelo principale del pianeta: l’equatore.

Sono in genere sorpresi di vederlo così “in basso” sulla carta, ed infatti la maggior parte delle terre emerse si localizza a nord dell’equatore.

Questa divisione fra Nord e Sud, che delimita e suddivide il pianeta in due parti simili fra loro è però qualcosa che nel programma di quarta media viene subito rivisto.

All’interno del programma di geografia, la divisione geografica classica fra Nord e Sud viene quindi rivalutata a favore di quella economica e, ciò che potremmo qui definire come “l’equatore economico”, passa ad un’altezza ben differente da quello geografico.

Si viene cosi a creare una nuova divisione fra Nord e Sud visivamente rappresentata da una linea che si muove sulla superficie terrestre passando sul confine fra il Messico e gli USA, attraversando il mediterraneo, muovendosi nell’Asia centrale spostandone a sud quasi tutto il territorio, per poi ridiscendere fino al di sotto del continente australe sollevando così Australia e Nuova Zelanda nell’effimero Nord economico.

A questa nuova divisione i ragazzi ci arrivano attraverso un percorso didattico che mostra loro le differenze di un mondo che alcuni definiscono globalilizzato ma che in realtà globalizza la ricchezza in pochi centri geografici nei quali prendono forma le principali relazioni socioeconomiche che determinano le decisioni politiche su scala mondo.

Analizzando alcuni indicatori socioeconomici come il prodotto interno lordo pro capite e l’indicatore di sviluppo umano gli allievi si rendono conto fin da subito delle enormi differenze che contraddistinguono il globo, differenze avvalorate poi anche dall’analisi della struttura demografica del Sistema Mondo.

Ci si ritrova quindi confrontati con un sistema che presenta forti squilibri interni e, come da prassi nella geografia di scuola media, ci si riallaccia al modello centro periferia sul quale gli allievi hanno imparato a costruire il modello economico. A differenza dei precedenti anni scolatici, in quarta media gli allievi si rendono però conto dell’esistenza di una terza componente; le “isole economiche”, ovvero regioni che per motivi economici e politici sono slegate non solo dai centri ma anche dalle periferie.

Dalle analisi fatte in classe si vede che nel Nord del mondo si localizzano i grandi ipercentri; la Triade, composta dalle regioni economicamente più importanti del pianeta.

Uno di questi grandi centri del potere economico, che gli allievi hanno potuto evidenziare e studiare in terza media, è la megalopoli europea che si estende da Londra a Milano passando per le ricche regioni del Benelux e della Germania dell’ovest. Vi sono poi le tre megalopoli presenti nel nord America; la più importante è quella sulla costa est degli USA che si estende d Boston a Washington, conta oltre 50 milioni di abitanti ed ha in New York la più importante area metropolitana statunitense; la seconda è la megalopoli dei Grandi Laghi situata sul confine fra Usa e Canada (circa 40 milioni di abitanti in una zona urbana dominata da centri importanti quali Toronto, Detroit, Cleveland, Chicago) ed infine la megalopoli sulla costa ovest degli USA, 35 milioni di abitanti localizzanti fra i due poli di San Francisco e di Los Angeles, dove si stanno sviluppando attività d’avanguardia nell’elettronica, nell’informatica, nella ricerca scientifica e tecnologica.

Ultimo grande centro del Nord economico, situato nell’est dell’Asia, è la megalopoli dell’arcipelago nipponico, oltre 40 milioni di abitanti all’interno di due conurbazioni (la prima imperniata sull’area metropolitana di Tokyo e Yokohama e la seconda legata ai centri di Kyoto, Kobe e Osaka).

Agli allievi sarà quindi chiesto di riflettere su questo equatore economico che passa ben più nord di quel che si pensi e che divide un mondo forse a loro apparentemente simile ma che, all’alba del secondo millennio, è invece  ricco di differenze e disparità difficili da colmare se si perseguiranno i modelli economici che hanno contraddistinto gli ultimi decenni.

Da ultimo, sarà poi importante per gli allievi capire che gli elementi che caratterizzano il nord ed il sud si possono riscontrare a differente scala d’analisi, che i centri del nord presentano al loro interno delle regioni povere e marginali dove le condizioni di vita sono assai difficili e parallelamente le regioni del sud possono presentare al loro interno zone anche centrali dove però spesso il loro potere è legato a situazioni economico-politiche poco democratiche.

Danilo Stefanoni

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